Sole nero, a morte gli astronomi!

Questo scritto descrive l’eclisse che si verificherà in Cina il 22 luglio 2009 ed introduce alla sua formazione. E' tratto dai saggi "Sole Nero" di Emilio Sassone Corsi ed "Eclissi di Luna e di Sole visibili dall’Europa 1996-2026" di Salvo de Meis e Jean Meeus.

Nessuno spettacolo astronomico è più suggestivo e coinvolgente di una eclisse di Sole osservata nel centro dell’ombra della Luna, ma nei secoli pregalileiani, qualsiasi deviazione dall’andamento regolare degli astri coglieva impreparate le popolazioni incutendo loro spavento. Tra tutti gli eventi millenari, le eclissi sono state sicuramente le più terrorizzanti: la vita sulla Terra dipende strettamente dalla luce e dal calore del Sole e la sua scomparsa è sempre stata quanto di più temibile si potesse immaginare. Per questo motivo le eclissi venivano considerate un evento funesto, presagio di sventura, e venivano esorcizzate con rituali e sacrifici.
Spesso ci si può trovare in difficoltà nel decidere non tanto cosa includere, ma addirittura cosa escludere. Un buon esercizio può essere quello di inserire delle linee guida nella composizione tali da indurre l’occhio a seguirle e a spaziare fra le varie zone della fotografia. Le linee possono essere formate dalle tracce stellari, da una strada, dal letto di un fiume, dai rami di un albero, da un allineamento fra astri o dalla silhouette di un osservatore al telescopio. Un profilo scuro in primo piano può esaltare lo sfondo del cielo per dare forza e contrasto al fenomeno astronomico. Nel tentativo di realizzare il disegno voluto nel fotogramma, l’astrofotografo deve variare in continuazione il punto di vista e la lunghezza focale. A volte bastano spostamenti minimi del punto di ripresa per cambiare gli effetti prospettici e mutare le sensazioni di vicinanza/lontananza.
In Cina un antidoto alla paura popolare era costituito dall’annuncio dell’evento da parte dell’imperatore. Nelle cronache cinesi si riporta che il 22 ottobre 2.137 a.C. si verificò una eclisse totale di Sole e che i due astronomi Hsi e Ho furono condannati a morte perché, dandosi al bere, non l’avevano prevista. Si riteneva infatti che durante le eclisse un drago ingoiasse il Sole; affinché il fenomeno non minasse l’autorità del sovrano, era necessario che l’imperatore stesso avvisasse il popolo di ciò che stava per accadere mediante un imponente evento celebrativo. Egli doveva essere informato anche della sua direzione perché questa indicava quale paese riceveva il buono o il cattivo effetto dall’evento astrale. La leggendaria storia di Hi e Hsi che, non predissero l’eclisse, ci porta a riflettere sul rischio del mestiere degli astronomi a quei tempi.

Il 22 luglio 2009 si verificherà nuovamente in Cina un’eclisse di Sole e sarà la più lunga del secolo. Ma questa volta gli astronomi hanno predetto ogni suo aspetto, quindi possono dormire sogni tranquilli. Sarà un evento straordinario, la cui durata della fase di totalità sarà ben di 6 minuti e 39 secondi (mediamente le totalità durano 3 - 4 minuti). L’ombra di questa eclisse partirà dall’India, attraverserà il Nepal, la Cina centrale, sfiorerà le isole del Giappone e taglierà in due l’Oceano Pacifico sfiorando Honolulu senza raggiungere le coste americane.

Come si manifesterà l’eclissi

L’eclisse in Cina verrà percepita così: è giorno (Shanghai, ore 08h23m della mattina), si osserva in cielo che il Sole si spegne progressivamente, ma la luce abbagliante inizialmente non permette di percepire con facilità cosa accade. Può sembrare che qualcosa di scuro si interponga davanti il disco solare, è la Luna, ma non si riesce a distinguerla. La luce continua a diminuire, la temperatura scende di oltre 6 gradi in poche decine di minuti, l’umidità aumenta del 30% e la percezione del freddo diventa quasi fastidiosa. Pur essendo pieno giorno i grilli iniziano a cantare, come se fosse iniziata la sera, si alza un vento improvviso e gelido, all’orizzonte si vedono i colori del tramonto in tinte giallo- arancio, ma ora i colori sono sottosopra come se osservassimo il crepuscolo in maniera speculare. Tutto d’un tratto il Sole scompare, gli uccelli sembrano volare in modo caotico, gli insetti si posano sul terreno, ed i fiori si chiudono. L’apparizione dei grani di Baily e dell’anello di diamante sul disco solare ci annunciano l’arrivo della totalità. A questo punto compare un’aureola tutt’attorno al Sole e le fiammelle di colore arancio si intravedono lungo il bordo, sono le protuberanze solari. Ora si osserva il Sole nero, nel cielo compaiono le stelle e si sentono cantare i galli. Dal disco solare si espande la corona bianca che sembra sfumare nel cielo nero e vibrare con le fiammelle arancioni. Neanche il vento gelido e teso sul volto riesce a distogliere l’attenzione verso questo straordinario fenomeno. Sembra di assistere ad un film di fantascienza, ma non è così, si rimane esterrefatti davanti a tanta bellezza e precisione cosmica (per approfondire vedi articolo “L’eclissi di sole dell’11 agosto 1999” sul numero 4 di Rivista di Meteorologia Aeronautica, ottobre dicembre 2004).

Sentiero dell’eclisse di Sole


Ripresa fotografica

Per fotografare le fasi parziali, consiglio di usare focali superiori al 1000mm con un filtro in Astrosolar, o in Mylar, ed affidarsi all’esposimetro. Per la fase dalla totalità basta un 600mm, ma è’ opportuno inseguire il disco solare con un astro inseguitore e scattare con tempi di posa variabili da 1/30ss a oltre 20ss per poi unire gli scatti col metodo HDR.

Formazione dell’eclisse di Sole

Le eclissi costituiscono uno dei tanti fenomeni periodici del cielo. Vediamo come si formano: il sistema Sole –Terra - Luna si presenta ciclicamente in una configurazione nella quale i tre corpi sono allineati a causa della periodicità delle orbite terrestri e lunari. Queste due orbite non sono complanari e presentano un angolo d’intersezione di 5°09” in due punti chiamati nodi. L’eclissi si verificano quando i tre corpi si trovano allineati e la Luna è in prossimità di uno dei nodi; questo caso si può ripetere almeno due volte l’anno a distanza di circa sei mesi l’uno dall’altro, ne consegue che ogni anno possono avvenire da un minimo di due eclisse solari e due lunari ad un massimo di sette (cinque di Sole e due di Luna, oppure quattro di Sole e tre di Luna, oppure tre di Sole e quattro di Luna, o, infine, ma molto raramente, due di Sole e cinque di Luna). Il meccanismo di periodicità delle eclissi è influenzato dai mesi lunari ed in particolare dal mese draconico (il ritorno della Luna allo stesso nodo) e dal mese sinottico (il ritorno della Luna alla stessa fase, ad esempio da Luna piena a Luna piena). Esistono diverse combinazioni astronomiche che determinano i cicli delle eclissi simili e distanti nel tempo; tra questi il più noto è il Ciclo di Saros che correla 223 mesi draconici con 242 mesi sinottici. I Babilonesi furono i primi a scoprire il Ciclo di Saros (“Saros” in lingua caldea significa “eclisse”), tali cicli sono raggruppati in serie di durata variabile da 1226 a 1532 anni (da 69 a 86 cicli). Ognuna di queste serie è contrassegnata da un numero, per esempio l’eclisse dell’11 agosto 1999 appartiene al Saros 145, mentre quella che si verificherà il 22 luglio in Cina al Saros 136.

Letture consigliate

Emilio Sassone CorsiSole Nero, Gremese Editore, 2002
Salvo de Meis e Jean MeeusEclissi di Luna e di Sole visibili dall’Europa 1996-2026, 1999, Sirio S.r.l.

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