IL RAGGIO VERDE
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Bordo
frastagliato
velato
Il disco
dorato
senza età
sembra
che dica :
“Cos’hai
da guardare?”
In realtà
quel cerchio
infuocato
è un bosco,
una miniera
amica
da esplorare
Lo sguardo umano
scandaglia
quel casco
nell’attesa avara
del segnale
sfuggente
Oltre la muraglia amara
delle nuvole
e dell’orizzonte
gli occhi
aspettano
l’istante giusto
per scattare
Conosco i trucchi
ma è sempre
un’impresa,
una colta
partita a scacchi
con il cielo
Un attimo
impercettibile
e il filo flebile
di luce
si perde
E’ così
ogni volta
una piuma
ai nostri occhi
l’impalpabile poesia
del raggio verde.
Gabriele Calcagno
(3/08/2005)