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Spettro di Brocken e Gloria

27-08-2022 12:02

Marco Meniero

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Spettro di Brocken e Gloria

Le aureole dei Santi nei quadri hanno una origine fisica vera?

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Supponiamo di stare su una collina, ed alle nostre spalle brilli il Sole o la Luna piena. La nostra ombra viene proiettata sulla nebbia sottostante e viene apparentemente trasformata in una silhouette a forma di piramide col suo vertice nel punto antisolare proprio dove appare l’ombra della nostra testa. Questa ombra prende il nome di Spettro di Brocken ed è stato coniato durante le osservazioni tenute sui Monti Hartz in Germania. Se l’apice dell’ombra è contornato da un alone luminoso allora si osserva il Gloria. Le osservazioni del fenomeno sono effettuate per la maggior parte dagli aeromobili in volo. Il gloria è un antelio, ovvero un fenomeno che si verifica nella direzione opposta all’astro. Spesso lo Spettro può essere evidenziato ed accompagnato anche da un arcobaleno bianco nella nebbia (fogbow) oltre che da un Gloria. La nostra ombra sembra molto estesa ma al massimo non può superare i trenta metri di lunghezza. In passato i tentativi d’interpretare questo fenomeno erano di tipo “mistico”, infatti si attribuiva la santità a quella persona il cui capo fosse stato contornato dall’aureola. Lo spettro è visibile anche di notte con fonti luminose artificiali come i fari di una auto od una torcia molto potente.

Secondo il fisico Robert Greenler le aureole disegnate sulla testa dei Santi in storia dell’arte sembra siano una interpretazione/ripoduzione del fenomeno fisico del Gloria.

La teoria formulata da Van De Hulst H. C. (in “Light Scattering by Small particles”, New York, 1957) afferma che gli anelli del Gloria vengono formati da minuscole gocce e da cristalli di ghiaccio appartenenti ai cirri o alle nebbie; secondo tale studio il raggio degli anelli concentrici può variare da un minimo di 1.2° ad un massimo di 8.3°.

Fotografia:

Per fotografare questa rarità è bene usare gli stessi accorgimenti utili per i fenomeni alonari. In aggiunta, per aumentare il contrasto del gloria, è opportuno usare i piccoli tele, come il 100mm. Se invece si volesse riprendere anche il fog bow, un fisheye, un 18 mm f/2.8 o un 20mm f/2.8 andrebbe sicuramente bene. Generalmente per fotografare tutte le fotometeore si consiglia di eseguire sempre una serie di tre scatti per ogni obiettivo da usare; i tre scatti vanno fatti sottoesponendo di ½ stop, esponendo correttamente e sovresponendo di ½ stop, così da garantirsi sempre un buon margine di riuscita.

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Marco Meniero, controllore del traffico aereo, ama anche “controllare”, per hobby, il cielo, fermando con un click i suoi mutamenti e la sua spettacolarità. 

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